CALPURNIA

Ingrata la vita delle donne di Roma, una vita silenziosa. Sposò Cesare nel 59 a.C ., e sappiamo che avvenne in Aprile, perché Cicerone lamenta la fretta di troppi matrimoni per rinsaldare il triumvirato, dato che poco prima Giulia – figlia di Cesare e più o meno coetanea di Calpurnia – aveva sposato Pompeo, motivo per cui invece Catone si lamentò apertamente in Senato. Non fu certo una pacchia di vita, la sua, segnata da lunghe assenze di un marito coetaneo del padre, durante le quali i mutevoli sentimenti dei politici per il marito finivano, inevitabilmente, per ricadere sulla di lui famiglia, precocemente sfoltita. Una vita in cui avrebbe facilmente potuto tenere qualche comportamento sospetto, sul piano politico o morale, ma non lo fece. Perché nel caso sarebbe stata ripudiata. E non lo fu. Non dette figli a Cesare, eppure non fu ripudiata. Nel 54 a.C., Cesare stava per ripudiarla per ragioni politiche, ma alla fine non concluse nulla. E la mattina del 15 marzo, lei era affianco a lui. Cesare si era espresso chiaramente e pubblicamente: la “moglie di Cesare” doveva avere delle caratteristiche ben precise, lo aveva detto quando aveva ripudiato Pompea ma testimoniato a favore di lei: essere al di sopra di ogni sospetto. Il che implica fedeltà, intelligenza, pazienza, razionalità e anche capacità di affetto. Non si può neppure dire che il padre di Calpurnia, alleato di Cesare, fosse un politico indispensabile: fidato e leale semmai, ma non esattamente una cima. Come, allora, si spiega tanta tenacia? Ci ho riflettuto a lungo: probabilmente era cresciuta tra i filosofi, in un clima aperto e stimolante per l'intelligenza, visto che il padre ospitava gente così e che la filosofia epicurea – con annessi e connessi- non rifiutava le donne. Doveva essere molto lucida. Se non sei lucido, puoi essere schicciato, o fare un passo falso. Plutarco, ne Le Vite Parallele, sottolinea più volte che del famoso sogno di Calpurnia, quello che più impressionò Cesare era vedere la moglie sconvolta, dato che lei non aveva mai dato peso a presagi o debolezze femminili. E se un greco dell'epoca – in genere misogino per partito preso - lo dice, c'è da credergli. E se tanto mi da tanto, è probabile che non di un semplice sogno si trattasse, ma di una notizia più chiara: alle volte i consigli migliori non vengono dai propri consiglieri ufficiali. Una figlia della nuova generazione, ma dalla forza antica. Purtroppo di ciò che le accadde dopo il 15 Marzo non sappiamo quasi nulla.

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CLEOPATRA

 

Cleopatra è un personaggio amatissimo, oppure odiato in maniera estrema. Per quel che posso dire io - che non sono cattedratica- Cleopatra è figlia della sua famiglia e della sua storia. I Tolomei, infatti, erano eredi dei compagni di Alessandro magno, che si spartirono il regno dopo la morte prematura del condottiero. Si sposavano tra fratelli, quindi non nascevano propriamente delle bellezze e, tantomeno, delle personcine equilibrate. Cleopatra non era una venere, ma per sua fortuna generazioni di incesti no le hanno precluso un'intelligenza fuori dalla norma. Fin da bambina, Cleopatra fu sposa del fratello minore. Il quale l'amava così tanto da volerla uccidere. La corte di Alessandria, sfarzosa e raffinata, città della biblioteca più grande dell'antichità,era un covo di serpi e insidie. Ormai è persino abusato il racconto dell'incontro tra Cesare e Cleopatra . Lui giunge in Egitto all'inseguimento di Pompeo, e ne ritrova solo la testa, in quanto è stato ucciso dai sicari di Tolomeo in cerca dei favori del potente Cesare. Mentre lui è a palazzo gli viene portato un tappeto che provvede a srotolarsi e …tadan…ne esce fuori la giovane regina diciottenne. Tutto è il resto viene narrato come una fiaba esotica. Il confine con la realtà però è molto diverso. Cesare e Cleopatra erano due persone troppo volitive per cadere nella sindrome di Peynet. Cleopatra era una ragazza con il peso di un trono conteso, sangue reale, cultura enorme, fascino particolare e un fratellino per marito. cleo

Ovviamente Cesare doveva rappresentare ai suoi occhi una liberazione sotto tutti i fronti possibili e immaginabili. Cesare - che i conti in tasca sapeva farseli e non disdegnava di unire l'utile al dilettevole- gradì ampiamente il ruolo di liberatore. Era il momento di avere l'Egitto godendosi la vita: non era un giovincello né un adone, ma aveva il carisma, il potere e l'affetto dei suoi uomini. Incontestabile il fatto che - come spesso avviene a una certa età - il colpo di fulmine ci fu, e la prova nasce dopo nove mesi, con il nome di Tolomeo Cesare, o Cesarione (Kaisarion, in greco è quasi un dispregiativo...diciamo Cesaretto). Due parole per il pupo, secondo me il bimbo più sfortunato della storia: la sua vita è andata drammaticamente male. Gli illustri genitori avevano tutt'altro per la testa. Inoltre bisogna dire che per un romano contava più il nome che il sangue, nella discendenza. Quindi per quanto Cesarione potesse essere figlio di Cesare, l'unico verso erede maschio doveva essere romano, e sarebbe stato il pronipote Ottavio, adottato come Caio Giulio Cesare Ottaviano, e che …onde evitare inutili polemiche ed eventuali recriminazioni, provvide ad eliminare Cesarione appena ne ebbe l'occasione.
Chiusa questa piccola parentesi dinastica, torniamo a Cleopatra. Prima di tutto, molti la immaginano come una sorta di Venere nera. Nulla di più sbagliato, aveva sangue greco e macedone. Gli storici ce la descrivono chiaramente, e grazie alla genialità dei redattori di Focus e al computer, è stato plausibilmente ricostruito il suo aspetto. Il fascino era nella voce particolare, nella grandissima cultura (parlava, a seconda delle fonti, sette o dodici lingue, e fu la prima sovrana macedone a imparare l'egiziano per governare meglio il suo popolo). Scaltra lo era, e molto, perché fin da giovanissima, per sopravvivere e regnare, aveva dovuto lottare. Era, certo, un po' impudente: sbarcò aRoma con tutti gli onori e pupo in braccio, e alloggiò in una splendida villa negli Horti di Cesare, dove riceveva intellettuali e politici, facendosi anche beffe - per esempio- del povero Cicerone. Pare che Cesare volle che la statua di Venere del suo tempio avesse il lineamenti di Cleopatra. Cosa voleva dire tutto questo? Se vogliamo girare un film di successo, c'è trippa per gatti. In realtà si trascura sempre che Cesare era ancora un militare e un embrione di capo di Stato. Cleopatra era l'indubbio capo di un regno ricco ma dall'esercito debole. Diciamo che potrebbe essere intercorso tra i due una sorta di piacevole scambio di reciproca assistenza. Tenere Cleopatra - e tenerla anche buona e calma - al proprio fianco voleva dire ottenere il potere sull'Egitto senza sguainare spada. E, per converso, tenere Cesare al proprio fianco voleva dire avere un appoggio militare notevole. Il tutto condito dall'inebriante profumo della botta di vita. Un miscuglio meno romantico di ciò che sembra, piuttosto di una matematica perversa e speziata. Da qui se ne dicono di tutti i colori: che Cesare volesse ottenere la legge per sposare più di una donna, che volesse essere incoronato re in Egitto. Voci non messe a tacere, ma probabilmente prive di fondamento in quanto certe azioni non avrebbero fatto piacere al popolo romano, e Cesare aveva i suoi progetti ben chiari in testa. Cert'è che Cleopatra parte da Roma. Secondo alcune fonti, dopo le Idi. Secondo i più, prima. Forse sapeva qualcosa? Temeva per sé? Poi arrivano le Idi fatali, e finché non entra in scena Marco Antonio si sa ben poco delle azioni della regina, poi c'è la storia a tutti nota che non tratterò. Odiatissima, quando giunse la sua fine fu ‘onorata' da Orazio con la celebre frase Nunc est bibendum: Adesso bisogna brindare. E così nei secoli…Probabilmente gli storici dell'epoca - quasi tutti di formazione greca, quindi piuttosto misogini- erano colpiti soprattutto dalle qualità più private della regina, piuttosto che dalla sua intelligenza e dalla sua abilità politica. Ma come noi, uomini e donne del 2000, viviamo e facciamo le nostre scelte, così ha fatto lei, così fecero loro, e nessuno ha il diritto di giudicare. Cleopatra, forse, intesa come personaggio storico, ha scontato l'avvento imminente dell'era cristiana, che ha dato spazio all'ufficializzazione della propaganda negativa contro di lei. Il metro di oggi, però, è diverso e la Cleopatràs lussuriosa di cui parlò Dante non è quella di cui si parla in questa pagina: è più adulta, potente e passionale. E' quella in coppia con Antonio, i viventi inimitabili e i compagni di morte. In fondo, nel 44 a.C. era appena una ragazza che ha saputo cogliere al balzo l'occasione migliore della sua vita, il lasciapassare per la sopravvivenza e il potere, quindi viva la faccia, onore ai meriti ma non al celebre naso al quale, scherzosamente, dedico un piccolo paragrafo .

Dicono di lei:

Se il naso di Cleopatra fosse stato più corto, la storia dell'umanità sarebbe stata diversa. Blaise Pascal , Pensieri

Con questa vivente preda bellica, egli si ripresentò all'Urbe e alla propria moglie Calpurnia, che non batté ciglio perché c'era abituata. Essa tuttavia fu l'unica, probabilmente, ad accorgersi che Cleopatra aveva il naso un po' lungo. E siamo sicuri che la cosa le fece molto piacere.

Indro Montanelli, Storia di Roma, BUR ,1994

 

 

 

GIULIA


Figlia del giovane Cesare e di Cornelia, sua prima moglie, rimase orfana di madre ben presto, perché partorire all'epoca non era una passeggiata di salute. (a destra ,ricostruzione tratta dall'edizione originale di Caesar's Women)
Indubbiamente la piccola Giulia aveva una venerazione enorme per il padre, capace – per lei - di grande tenerezza . C'è da dire inoltre che i romani, mentre spesso si sentivano in dovere di creare quasi una competizione con i figli maschi, per temprarli anzitempo alla vita, avevano una dolce predilezione per le femminucce (a meno che non fossero troppe). Non ci vuole molto a capire come e perché Cesare e Giulia fossero profondamente legati, ma questo non impedì a Cesare di rompere improvvisamente, nel 59, il sereno fidanzamento della figlia con Servilio Cepione e farla sposare con Pompeo, più vecchio di lui e con più del doppio degli anni della neo sposa. Una mossa politica importante, per rinsaldare il triumvirato. Poi, per quelle bizzarrie che la vita ogni tanto riserva, sia Giulia che Pompeo si amarono, o quantomeno si vollero davvero molto bene. Purtroppo Giulia morì di parto nel 54 a.C., e questo creò un'ulteriore, estrema frattura tra Cesare e Pompeo: il forte dramma privato si andava ad innestare su quello politico già notevole, quindi la morte di Giulia non fu indifferente per nessuno, su nessun piano. A ruota, seguì Aurelia, madre di Cesare e nonna di Giulia. Venne cremata e sepolta nel Campo Marzio per volere del popolo e le furono tributati grandi onori.

Dicono di lei:

Per Giulia nessuno era perfetto come suo padre: nessuno così brillante, così colto, così spiritoso, così bello, così ideale, così Romano. Certo, conosceva bene le sue pecche, il suo carattere terribile ma soprattutto quello che considerava il suo peccato più grave: l'abitudine di giocare con le persone come il gatto gioca col topo, con freddezza e senza pietà, con un sorriso divertito sulle labbra […]

 

giulia

Quanto era bella, pensò Cesare nel guardarla…delle donne della Gens Iulia si era sempre detto che rendevano felici i loro uomini, e lui non aveva difficoltà a crederlo ogni volta che vedeva sua figlia. “Come sta la mia ragazza?” domandò deponendola su uno dei tre divani del triclinio e sedendosi accanto a lei. “Ho avuto una bella giornata. Sono stati eletti uomini giusti come tribuni della plebe?” Cesare sorrise e agli angoli degli occhi si aprirono due ventagli di rughe sottili […] Giulia si alzò in ginocchio e baciò l'uno e l'altro ventaglio, mentre lui lasciava fare e si sentiva sciogliere dentro come non era successo per nessun altra donna. “Sai benissimo che le persone giuste non diventano mai tribuni della plebe. Il nuovo collegio è la solita miscela di buono, di cattivo, indifferente, pericoloso, arrogante”

Collen McCoulloough, Le donne di Cesare , Rizzoli, 1996

 

 

 

AURELIA

La storia di Roma custodisce nell'ombra donne forti, le cela come tesori preziosi, perché se fossero nate oggi, avrebbero messo loro nell'ombra più di qualche uomo.
Aurelia era una di queste: nobile di famiglia, devota al marito, e singolarmente conquistata dalla brillante intelligenza dell'unico figlio maschio. Il "suo" Cesare fu per lei, forse, il trampolino verso il mondo: lavorò per dargli le doti necessarie a volare là dove lei non poteva, in quanto donna, e oltre, dove i coevi non erano in grado di arrivare. Vedova quando il figlio era giovane, fu madre e padre per Cesare, e lo fu ottimamente. Davvero un peccato pensare al suo nome solo quando parliamo dell'arteria di Roma ovest.